cos'è il tè gunpowder
Il Gunpowder è un tè verde cinese, prodotto soprattutto nella provincia dello Zhejiang. Dopo la raccolta le foglie
vengono fatte appassire, ammorbidite con il vapore per fermarne l'ossidazione e poi arrotolate una per una in piccole
perle compatte, prima di essere essiccate. Proprio queste perle scure e lucide gli hanno dato il nome inglese:
ricordavano i grani della polvere da sparo, gunpowder.
La forma arrotolata ha anche un vantaggio pratico: le foglie espongono all'aria meno superficie e il tè si conserva
fresco più a lungo, una qualità preziosa quando viaggiava per mesi sulle navi. Più le perle sono piccole e chiuse,
più il tè è pregiato: il grado più fine si chiama pinhead, «capocchia di spillo».
In tazza il Gunpowder dà un infuso giallo-verde dal gusto deciso e pulito, leggermente tostato, con una
nota fumé appena accennata. Nell'infusione le perle si aprono e tornano a essere foglie intere.
come preparare il gunpowder
Come tutti i tè verdi, il Gunpowder diventa amaro se l'acqua è troppo calda o l'infusione troppo lunga. Per una tazza
da 250 ml usa un infusore piramidale o 2-3 g di perle (un cucchiaino scarso), acqua a 85 °C e
3 minuti di infusione. Le stesse foglie si possono rinfondere una seconda volta, allungando l'infusione di
un minuto.
Se non hai un bollitore con il termostato, porta l'acqua a bollore e lasciala riposare 3-4 minuti prima di versarla.
il tè alla menta marocchino
Il tè arrivò in Marocco nell'Ottocento con i mercanti inglesi, e il Gunpowder, robusto e facile da conservare,
divenne il tè di tutto il Nord Africa. Unito alla menta fresca, che i marocchini già bevevano in infusione, e a
molto zucchero, è diventato il tè alla menta: in Marocco si chiama atay ed è molto più di una bevanda.
Si offre a ogni ospite, si serve dopo i pasti e si beve durante tutta la giornata.
Lo si prepara in una teiera di metallo dal beccuccio lungo e lo si versa dall'alto in piccoli bicchieri di vetro,
spesso decorati in oro: il getto ossigena il tè e forma in superficie una leggera schiuma, segno di un tè ben fatto.
Secondo la tradizione si servono tre bicchieri, e un proverbio del deserto li descrive così: il primo è amaro
come la vita, il secondo è forte come l'amore, il terzo è dolce come la morte. Rifiutarli è considerato
scortese; dopo il terzo, l'ospite educato ringrazia e si congeda. Ne raccontiamo di più tra le
cerimonie del tè nel mondo.
la ricetta tradizionale
Per una teiera da circa 750 ml (4-6 bicchierini):
- Metti nella teiera un cucchiaio colmo di Gunpowder (circa 8-10 g).
- Versa un bicchiere d'acqua bollente, fai girare per qualche secondo e butta via l'acqua: serve a «lavare» il tè e a togliere l'amaro in eccesso.
- Riempi la teiera di acqua bollente e lascia in infusione 2-3 minuti.
- Aggiungi un mazzetto abbondante di menta fresca (la varietà tradizionale è la menta nanah, una menta verde) e zucchero a piacere: in Marocco anche 3-4 cucchiai.
- Lascia riposare altri 2-3 minuti, poi versa un bicchiere e rimettilo nella teiera due o tre volte, per mescolare senza rompere la menta.
- Servi versando dall'alto, alzando la teiera mentre il bicchiere si riempie, per ottenere la schiuma.
Nella tradizione si usa acqua bollente e il gusto è deciso, addolcito dallo zucchero. Se preferisci un tè meno
dolce, riduci lo zucchero ma accorcia l'infusione, per non sentire l'amaro.
senza menta fresca
La menta fresca fa la differenza, ma non sempre è a portata di mano. Ci sono due alternative:
- già miscelato: il nostro Arabian Nights segue la ricetta delle popolazioni nomadi del Maghreb, con Gunpowder e due varietà di menta nanah. Basta un infusore per tazza, acqua a 80 °C e 4 minuti; tradizionalmente si zucchera a volontà;
- fai da te: unisci nella teiera il Gunpowder e un infusore di Fresh Mint, fatto solo di foglie di menta, e dosa la menta a tuo gusto.
D'estate il tè alla menta è ottimo anche freddo: preparalo un po' più forte, zuccheralo mentre è caldo e lascialo
raffreddare prima di servirlo con ghiaccio e qualche foglia di menta.